Battesimo, dono e memoria nella storia.

Pubblicato giorno 23 gennaio 2022 - Festa, In home page, Liturgia

Questo pomeriggio, domenica 23 gennaio, ho celebrato il battesimo di una bambina. Mentre a conclusione del rito, salutavo i genitori che opponevano la loro firma a tergo dell’atto, mi ritornavano alla mente alcune suggestioni provate nei giorni addietro.

Avevo ricevuto via mail alcune lettere con la richiesta della copia integrale dell’atto di battesimo. Lo scopo di queste domande era di ottenere il certificato di cittadinanza italiana nel proprio consolato. Le richieste mi erano state formulate da alcuni discendenti di gente emigrata dal paese di Borgolavezzaro verso l’Argentina alla ricerca (presumo) di un lavoro stabile e di una sicurezza di vita. Infatti là risiedono i discendenti che portano nomi ormai diversi dai loro avi, i cui cognomi peraltro non esistono più  qui in paese.  Persone emigrate nell’Ottocento, la cui nascita non è stata trascritta nei registri comunali che solo dal 1866 sono entrati in uso.

Finora avevo dato poca importanza alla trascrizione, poiché  mi dicevo ciò che conta è il sacramento, così come insegna la Chiesa. Mi sono accorto e ora comprendo meglio quale tipo di speranza essi nel richiedere tale documento abbiano riposto in quei registri sottoscritti dai loro avi, Italiani poi emigrati in terra lontana nel sogno di una vita migliore. Ora proprio quei discendenti, che non hanno perso la memoria della propria origine, richiedono la cittadinanza italiana, poiché la situazione si è capovolta.
La storia insegna: oggi tocca a tanti  lasciare la propria terra per trasferirsi in altra. Quante lacrime, quali attese e quanta trepidazione sono racchiuse nel sogno di  una vita dignitosa, possibile forse da realizzarsi in un altro paese.

Con celerità ho quindi trascritto gli atti di battesimo, con fotocopie conforme all’originale, fatte poi vidimare nella Curia diocesana di Novara.  Infine ho spedito il tutto in busta chiusa a chi ne aveva fatto richiesta, con un po’ di orgoglio per la buona riuscita della ricerca e ringraziando in cuor mio con gratitudine quel parroco, mio predecessore, per la  diligente compilazione.

don Gianfranco

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